L'assenza di progettualità' e di governo urbano, l'inesistenza di una politica culturale e sociale di questi ultimi dieci anni hanno reso Palermo la citta' degli " spazi negati": negati gli spazi "immateriali" della cultura, dell'istruzione, dell'inclusione, dell'assistenza sanitaria e sociale; negati gli spazi "fisici" degli asili, del verde pubblico, dei locali per l'assistenza socio sanitaria, dei teatri, dei luoghi per la cultura, delle piazze libere da automobili.
Palermo ha bisogno di essere risanata dalle fondamenta. Il nuovo comune deve assumersene la responsabilita' e diventare interlocutore di tutti i cittadini, singoli e associati, che con il loro lavoro e il loro impegno hanno di fatto, in questi anni, supplito al vuoto ed alla assenza delle istituzioni comunali.
Insieme a tutte le energie positive della citta' possiamo rendere realizzabile una concreta prospettiva di rivitalizzazione e recupero, dalle periferie al centro storico.
Non possiamo piu' accettare gli investimenti a macchia di leopardo, privi di chiarezza sulle scelte e sugli interessi che dovrebbero supportare la progettualità dei cambiamenti.
Vogliamo una città più vicina all'Europa che sia interlocutore dell'Europa e utilizzare virtuosamente i fondi europei per colmare i deficit delle aree piu' svantaggiate della citta' e creare opportunita' di investimenti e di lavoro.