Riconoscere i beni comuni come beni sociali, universali, non negoziabili e intangibili semplicemente perché indispensabili e insostituibili per il buon vivere di ciascuno e di tutti: dall'acqua alla sicurezza alimentare, dalla sanita' alla cultura.
L’applicazione a tali beni della logica del mercato ha gia' sperimentato i più clamorosi fallimenti. E' per questo che riteniamo sia ormai improcrastinabile elaborare un nuovo statuto giuridico-politico dei beni comuni a partire dalle "città" costruendo una rete tra amministratori locali e cittadini ed elaborare un diverso modo di pensare l'uso dei beni comuni secondo un sistema di cooperazione, condivisione e messa in sicurezza dagli attacchi della privatizzazione imperante.